Pronti, partenza…via!

Come si inizia con un blog?
Sarà banale ma volevo scrivere due parole sul quando e il come ho iniziato a prendere in mano una macchina fotografica. I “colpevoli” sono stati sostanzialmente due: mio padre (fin da quando ero piccola me lo ricordo portarsi in vacanza borsoni di attrezzatura pesantissima), e il mio insegnante di storia della fotografia all’università di Architettura. (Sì, sono Architetto, e pure iscritta all’Albo)

“Prof. Angelo Maggi, se mi capitasse di incontrarla per strada, le direi ancora grazie di cuore per le sue lezioni appassionate e appassionanti!”
Poi durante l’università sono capitati due/tre viaggi didattici, e quelle teorie di architettura che si studiavano (tipo…angolazione della luce, volumi, forme, materiali, texture…) ho iniziato a toccarle con mano e a osservarle sugli edifici costruiti.

Da quel momento, ogni volta che vado a zonzo per una città nuova, mi piace ritrarre nell’architettura soprattutto quel suo effetto grafico, di contrasti, colori e linee, per lo più decontestualizzato dall’umanità che la vive.
E più l’architetto, nella sua costruzione, è stato capace di esprimersi in armoniose combinazioni di volumi e proporzioni, più quest’operazione di ricerca grafica diventa entusiasmante.

Alcuni esempi recenti:
- il bianco ottico di Richard Meier nel Museo di Arte Contemporanea di Barcellona

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- Le insolite prospettive di Carlo Scarpa nella Tomba Brion

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- I colori di MBM Architetti nel Disseny Hub di Barcellona

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- Le sinuosità e i contrasti di Zaha Hadid nel MAXXI di Roma

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Dimenticavo: mi piacciono moltissimo le potenzialità del grandangolo. La prospettiva viene sfalsata, è vero, ma se ne possono trarre curiose proporzioni
- Santiago Calatrava e le sue nervature nella Cittadella delle Arti e delle Scienze di Valencia

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